mercoledì 16 maggio 2012

Fratello universale


Il 1° dicembre 1916 alcuni Tuareg saccheggiano il fortino costruito da fratel Carlo a Tamanrasset per proteggere la popolazione povera in caso di attacco. Un ragazzo tiene a bada con il fucile fratel Carlo legato e in ginocchio. Impaurito dall'arrivo dei militari arabi, il ragazzo spara e fratel Carlo muore. Verrà interrato la mattina dopo sul posto.
Il 13 novembre 2005 Benedetto XVI lo ha proclamato beato.

Charles de Foucault è un cristiano che ha interpretato l'evangelo usando l'eloquenza del silenzio, la forza della debolezza, la sapienza della stoltezza della croce. (Enzo Bianchi)

Ha vissuto una straordinaria esperienza di incontro con l'Islam, affascinato dalla religione dell'abbandono in Dio. Senza essere vero e proprio missionario, ha dato testimonianza di un'evangelizzazione basata sulla conoscenza dell'altro e sul rispetto. E' partito per l'Algeria per convertire a Gesù e all'evangelo, e non ha convertito nessuno. (piccola sorella Annunziata di Gesù)

"Quando desideriamo seguire Gesù, non meravigliamoci se non ci permette di farlo subito o, persino mai... In effetti, Egli vede assai più lontano di noi; e non vuole soltanto il nostro bene, ma quello di tutti... Certo, essere partecipi della sua vita, assieme agli apostoli ed a loro imitazione, è un bene e una grazia, e ci si deve sempre sforzare di avvicinarsi all’imitazione della sua vita. Ma questa non è che una grazia esteriore; Dio può, colmandoci interiormente di grazia, renderci, pur senza questa perfetta imitazione, assai più santi che con essa. Può, aumentando in noi la fede, la speranza, la carità, renderci assai più perfetti nel mondo o in un ordine mitigato, che stando nel deserto o in un ordine austero... La vera, la sola perfezione, non consiste tanto nel condurre questo o quel genere di vita. Consiste, invece, nel fare la volontà di Dio... Se Dio ci lascia questa scelta, questa libertà, ciò è dovuto proprio al fatto che vuole che noi drizziamo le vele al vento del puro amore e che, da lui sospinti, corriamo dietro all’aroma dei suoi profumi, in un’imitazione perfetta, come quella di san Pietro e di san Paolo. Qualora la sua volontà ci chiamasse altrove, lasciamoci trasportare da lui, conducendo il genere di vita che egli ci indica; ma, ovunque, cerchiamo di avvicinarci a lui con tutte le nostre forze e di comportarci in ogni stato e condizione come Gesù stesso si sarebbe comportato, qualora la volontà del Padre suo l’avesse messo nella stessa situazione in cui ha posto noi... La perfezione consiste soltanto in questo. La volontà di Dio, questa sola ed unica volontà, essere dove Dio ci vuole, fare ciò che Dio esige da noi, in tutte le condizioni in cui Dio ci vuole; pensare, parlare, agire come Gesù avrebbe pensato, parlato, agito, se il Padre l’avesse posto in quella stessa situazione". (fratel Carlo)

"O Signore, qualunque sia il motivo per il quale ci uccidono, se nel nostro spirito riceveremo la morte ingiusta e crudele come un dono prezioso dalle Tue mani; se in quel momento sapremo dirti, con un atto di offerta totale: 'Signore io ti appartengo'... allora qualunque sia il motivo per il quale ci uccidono, noi moriremo nel puro amore, nella totale consegna e la nostra morte sarà per te un sacrificio di soave odore. E se non si tratterà di un martirio agli occhi degli uomini, lo sarà certamente ai tuoi occhi. Sarà un'immagine perfetta della tua morte". (fratel Carlo)


Charles de Foucauld de Pontbriand nacque il 15 settembre 1858, a Strasburgo. Rimasto orfano all’età di sei anni, venne affidato con la sorella Marie alle cure del nonno materno. Dopo la prima comunione all’età di quindici anni, Charles, praticamente agnostico, si diede a una vita gaudente e dissipata. Abbracciata la carriera militare, nel 1880 fu inviato con il suo reggimento a Sétif, in Algeria, dove nonostante i divieti, si fece raggiungere dalla donna con cui ha avviato una relazione. Dopo una serie di punizioni,  nel marzo del 1881, venne congedato per “indisciplina, aggravata da cattiva condotta notoria”. Nel maggio seguente ottenne tuttavia di essere reintegrato, partecipando per otto mesi alla campagna contro la rivolta di Bou-Amama, nel sud oranese. Profondamente impressionato dalla civiltà araba, volle conoscerla più da vicino. Lasciato definitivamente l’esercito, a partire dal 1883, prese a studiare l’arabo e l’ebraico, preparando minuziosamente il viaggio che lo porterà ad esplorare Marocco, Tunisia e Algeria. Il 1886 vide l’inizio della sua conversione, quando, nella chiesa di S. Agostino, a Parigi, si confessò da padre Huvelin. Nel 1890, entrò in una trappa, che lasciò tuttavia nel 1897, avendo maturato la convinzione che Dio gli stesse chiedendo altro. Emessi i voti di castità e povertà assoluta, in forma privata, davanti al suo confessore, Charles si recò in Palestina, dove per qualche anno fece il giardiniere nel monastero delle Clarisse di Nazareth. Nell’agosto del 1900 si recò in Francia per prepararsi al sacerdozio. Dopo l’ordinazione, avvenuta nel giugno del 1901, si recò in Algeria, scegliendo di abitare a Tamanrasset, nel Sahara, dove visse per quindici anni una vita nascosta, come quella del falegname Gesù di Nazareth, dedicandosi alla preghiera, al lavoro e allo studio. Lì apprese a scorgere nei suoi vicini musulmani i suoi propri fratelli e i figli dell’unico Dio. Alcune prese di posizione degli ultimi tempi parvero indicare una reviviscenza dell’antico spirito bellicoso e nazionalista che gli era stato inculcato in gioventù. Si trattò tuttavia di umane debolezze che non attenuarono il significato complessivo di una vita che resta tra le testimonianze  più alte della spiritualità del nostro tempo.  Il 1° dicembre 1916, un gruppo di tuareg ribelli invase la roccaforte, per saccheggiarla e impadronirsi delle armi che vi erano custodite; fratel Charles, immobilizzato e legato, fu tenuto sotto tiro da un ragazzino di quindici anni. Forse un falso movimento impaurì la guardia, che sparò e uccise così, quasi per caso, l'eremita del Sahara. Negli anni successivi alla sua morte, sorgeranno numerose famiglie religiose che si ispirano agli ideali di Charles de Foucauld. Tra queste, le più conosciute, quelle dei Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle di Gesù e i Piccoli Fratelli del Vangelo, che vivono del loro lavoro  in fraternità povere e nascoste, condividendo con semplicità la vita dei loro vicini.

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