giovedì 9 febbraio 2012

Facciamo battere il cuore!


Nei paesi in via di sviluppo, contrariamente a quello che succede in quelli sviluppati, milioni di bambini ancor oggi vivono con una cardiopatia congenita curabile, ma sono destinati a morire per il semplice fatto che non esistono strutture sanitarie specializzate.
I Cappuccini propongono in questo periodo un’iniziativa per sostenere il “Cardiac Center – Centro di Cardiochirurgia Pediatrica” in Camerun.

Le malattie cardio-vascolari rappresentano la seconda causa di morte in Africa, dove alcune caratteristiche peculiari rendono il problema delle cardiopatie infantili una vera e propria urgenza sociale:
  • elevata incidenza di malattie infettive (febbre reumatica, malattia di Chaga, tubercolosi, fibroelastosi ventricolare);
  • patologie endemiche dovute a malnutrizione.
Il Camerun è uno dei 40 Paesi più poveri al mondo. Né in Camerun né in nessuna delle nazioni confinanti (Nigeria, Repubblica Centrafricana, Congo, Gabon, Guinea) esisteva, fino al 19 novembre 2009, un reparto di cardiochirurgia: un’intera area, quella dell’Africa Centro Occidentale, che oggi conta circa 200 milioni di persone. In questo paese ci sono oltre 35.000 bambini in attesa di un intervento cardiochirurgico salvavita a cui se ne aggiungono ogni anno altri 5.000. In Italia (60 milioni di persone) ci sono 120 centri cardiochirurgici.


Le patologie cardiache pediatriche colpiscono i giovani camerunensi, attaccando quindi la forza ed il futuro del paese; ma molti casi possono essere curati in maniera definitiva con un solo intervento, permettendo ai pazienti di vivere una vita normale.

L’idea di realizzare un “Cardiac Center” a Shisong in Camerun è nata a San Donato Milanese nel 2001 dall'incontro provvidenziale tra Don Claudio Maggioni, Cappellano del Policlinico San Donato e Fra Angelo Pagano, Missionario Cappuccino in Camerun.
Il “Cardiac Center” è un progetto dell'ospedale camerunense “St. Elisabeth General Catholic Hospital” di Shisong dedicato alle malattie cardio-vascolari e che deve essere completamente gestito da personale camerunense.


L’ospedale di Shisong è la più importante realtà sanitaria della regione. Dispone oggi di 340 posti letto con varie specialità (medicina, chirurgia generale, oculistica, odontoiatria, ostetricia e ginecologia, pediatria, malattie infettive) ma non aveva, fino alla realizzazione del Cardiac Centre, un reparto di cardiochirurgia.

Al progetto hanno collaborato cinque associazioni amiche:


Le Suore Terziarie Francescane di Bressanone, fondatrici nel 1936 dell’ospedale “St. Elisabeth General Catholic Hospital”, sede del “Cardiac Center”, gestiscono l’ospedale, la scuola per infermieri e la logistica locale del centro cardiaco.
L'Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, costituita nel 1993 per volontà del Prof. Alessandro Frigiola (Primario Cardiochirurgo del Policlinico San Donato) e della Prof.ssa Silvia Cirri (Responsabile Terapia Intensiva dell’Istituto Sant’Ambrogio), provvede alle diagnosi ed agli interventi cardiochirurgici, alla formazione di medici e infermieri camerunensi presso il Policlinico San Donato e fornisce le apparecchiature medicali ed i materiali sanitari.
L’Associazione Cuore Fratello, fondata nel 2002 da Don Claudio Maggioni, Cappellano del Policlinico San Donato, durante il periodo antecedente all’inaugurazione del “Cardiac Center” di Shisong (19 novembre 2009), ha provveduto all’organizzazione dei viaggi verso l’Italia, dell’accoglienza e dell’assistenza di 130 bambini cardiopatici, che data l’urgenza non potevano aspettare l’apertura del centro in Camerun.
Il Policlinico San Donato è un ospedale italiano dotato di una Cardiochirurgia e Cardiologia tra le migliori d'Europa, all’avanguardia nella diagnosi e nella cura delle cardiopatie infantili e dell’adulto.
I Missionari Cappuccini hanno fondato e gestiscono la Missione e la Parrocchia di Shisong, sede del “Cardiac Center”, si occupano della coordinazione logistica ed assieme alle suore affrontano le problematiche amministrative/burocratiche.

I cinque partner hanno messo a disposizione la propria esperienza per aiutare la realizzazione di questo importante progetto africano. Oltre al contributo sanitario, l’obiettivo principale nel breve periodo è quello di formare il personale locale per sviluppare l’autonomia necessaria perché il Centro venga interamente gestito da camerunensi.


Ovviamente tale piano comporta maggiori difficoltà e una tempistica più lunga rispetto a altri progetti gestiti dall’estero, ma è proprio in questo che si ritrova la sostenibilità futura che oltrepassa gli entusiasmi iniziali dell’inaugurazione e regge il progetto nella continuità.

Il progetto si è svolto in tre fasi.
La prima fase si è basata sulla formazione del personale camerunense: il Dott. Jean Claude Ambassa e due suore infermiere, Suor Isidora e Suor Marietta, hanno lavorato per un anno presso il Policlinico San Donato ed in seguito sono tornati in Africa per assistere i malati.


Dopo la prima esperienza, sia in Camerun che in Italia sono stati formati: 2 cardiologi, 2 cardiochirurghi, 1 anestesista, 2 tecnici di perfusione extracorporea, 1 responsabile per il centro trasfusionale e 12 infermieri.
La seconda fase ha previsto la fornitura di macchinari diagnostici e terapeutici all'ospedale “St. Elisabeth General Catholic Hospital” di Shisong, sede del “Cardiac Center”.
Contemporaneamente, molte famiglie italiane hanno partecipato attivamente al progetto raccogliendo fondi ed offrendo ospitalità ai malati camerunensi ed ai loro familiari che hanno avuto bisogno di urgenti operazioni cardiochirurgiche in Italia prima dell’inaugurazione del "Cardiac Center".


La terza fase ha visto la realizzazione del sogno nato nel 2001: si è conclusa la costruzione della prima emodinamica interventistica e della prima cardiochirurgia dell’Africa Centro Occidentale, speranza di vita per migliaia di bambini cardiopatici.


Il 19 novembre 2009 in Camerun è stato inaugurato il “Cardiac Center” di Shisong!


Lo scopo del progetto è di ridare un futuro ai bambini cardiopatici camerunensi e di tutta l’Africa Centro Occidentale. L’opera ha una duplice valenza: da un lato vuole rispondere all’enorme fabbisogno di cardiochirurgia; dall’altro pone le basi per contribuire allo sviluppo e all’auto-sviluppo dell’intera area.

Attualmente il “Cardiac Center” di Shisong effettua 100 interventi di cardiochirurgia pediatrica, 300 diagnosi ed interventi di emodinamica e 3.000 visite mediche all’anno, ma l’obiettivo principale è quello di raggiungere nel 2013 una situazione di regime con 500 interventi di cardiochirurgia pediatrica all’anno.


Ogni mese un’equipe italiana o internazionale di cardiochirurgia pediatrica raggiunge il Camerun per intervenire nelle situazioni di cardiopatologie congenite più gravi ed effettua missioni di cinque giorni: vengono visitati 250 bambini malati, identificati i casi più urgenti ed operati 2 piccoli al giorno.

Le radici della sostenibilità futura del progetto risiedono nel popolo camerunense.
L’investimento più importante è la formazione dei medici, infermieri e tecnici locali, che nel più breve tempo possibile consentiranno la continuità delle attività del Centro e potranno sviluppare autonomamente la sanità dell’intera area africana centro occidentale.


Il progetto “Cardiac Center” è ambizioso, ma i partner sono già all’opera per organizzare al meglio, anche dal punto di vista economico, il suo futuro funzionamento. Il problema principale è rappresentato dal costo degli interventi. In questo momento, infatti, queste e molte altre associazioni spendono centinaia di migliaia di euro per far operare bambini africani cardiopatici in Europa o negli Stati Uniti.


Con le stesse cifre potranno far operare moltissimi bambini in più a Shisong. In Italia, un intervento di cardio-chirurgia costa agli enti sanitari: € 18.000,00. In Camerun, facendoci carico di quasi tutte le spese, un intervento costa: € 4.500,00.

Oggi si devono scegliere i bambini più gravi da operare.
Più il Cardiac Center lavorerà e sempre meno si dovrà scegliere.


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